IL LETTORE D E N U N C I A Festa irlandese con pestaggio

A LCUNE SERE fa abbiamo avuto, io e la persona che mi accompagnava, l’idea di andare ad ascoltare un concerto di musica irlandese in quel “pezzo” di Estate romana cui è stato dato il suggestivo nome di “Il verde d’Irlanda nel verde di Roma”. Durante il concerto, un ragazzo, fra i tanti del pubblico, si è messo a ballare, trascinato dal ritmo e forse reso allegro da qualche birra in più: niente di meno scandaloso, oltretutto trattandosi di un luogo in cui la principale attività sembra essere la vendita di alcoolici d’ogni tipo. E ballando allegramente, niente ha fatto che potesse infastidire qualcuno, se non oltrepassare di poco il confine simbolico che divide l’area del pubblico dalla piccola pedana per gli spettacoli. Immediatamente sono comparsi quattro rambo del servizio d’ordine: lo hanno brutalmente allontanato e, di fronte alle sue proteste, trascinato sulla ghiaia e poi violentemente picchiato. Insieme ad altri, siamo accorsi nel tentativo di impedire il pestaggio, ma il ragazzo ormai sanguinava copiosamente dal naso. Nel vivace scambio verbale che ne è seguito abbiamo ascoltato, da parte dei membri del rude servizio d’ordine (un tempo si sarebbe detta piuttosto squadraccia), le affermazioni più incredibili: “Qui dentro valgono le leggi che stabiliamo noi”, “qui si circola soltanto sobri”, “questa è casa nostra e voi siete degli invitati”, insieme a grottesche giustificazioni degli “eccessi”, “che ci scappano sempre quando si fa servizio d’ordine, come succede alla polizia e ai carabinieri”. Alle nostre proteste e alla richiesta di parlare con qualcuno degli organizzatori, la risposta è stata dapprima l’invito a non impicciarci degli affari altrui e poi un tentativo di aggressione fisica da parte del più scalmanato dei quattro. Abbiamo allora pensato che all’ingresso vi fosse la solita pattuglia della polizia o di vigili urbani, ma così non era. A quel punto non abbiamo potuto far altro che raggiungere il ragazzo aggredito, un cittadino francese in compagnia di un’amica irlandese, per consigliare loro di sporgere denuncia al primo commissariato, citandoci come testimoni. Non so se poi l’abbiano fatto, agitati com’erano. Quanto a noi, ci chiediamo se sia così banale che una manifestazione dell’Estate romana, possa essere una sorta di zona franca dove non vigono le regole “normali”, e una palestra per le esibizioni muscolose di qualche buttafuori assoldato da chissà chi. Forse l’Assessorato alla cultura potrebbe darci qualche spiegazione.

Solo una considerazione a margine, tra le tante che si potrebbero fare. Forse è un piccolo segno dell’imbarbarimento dei tempi presenti il fatto che un ragazzo, sospetto probabilmente perché ha un orecchino, è “vestito strano” ed è esuberante, sia impunentemente aggredito da una squadraccia, mentre, fra la folla dei presenti, a tentare una debole difesa siano una decina di persone più perplesse che indignate.

Annamaria Rivera Roma

 

Fonte: https://archiviopubblico.ilmanifesto.it/Articolo/1995015629